Skip to main content

Centrocot, un ponte tra certificazione tessile e pelle

Il contributo di Grazia Cerini: supportare le aziende conciarie verso il Leather Standard

Allo stand del Distretto Veneto della Pelle a INSIDE #Lineapelle 105, tra gli interventi di rilievo, anche quello di Grazia Cerini, Consigliere Delegato e General Manager di Centrocot, il Centro Tessile Cotoniero e Abbigliamento. La sua presenza testimonia la crescente interazione tra il comparto tessile e quello conciario, soprattutto in materia di certificazione chimica, sostenibilità e tracciabilità.

Dal tessile alla pelle: un percorso condiviso

L’esperienza maturata nel tessile rappresenta oggi un modello per altri settori produttivi. Centrocot è tra i protagonisti della diffusione della certificazione OEKO-TEX®, nata nel 1990 per garantire l’assenza di sostanze nocive nei prodotti tessili. A oggi, sono stati rilasciati oltre 135.000 certificati in tutto il mondo a 35.000 aziende del settore.

Questa stessa logica si sta ora estendendo al settore conciario con il Leather Standard by OEKO-TEX®, che applica criteri altrettanto stringenti: “La conceria è assimilabile alla “tintoria” e finissaggio del tessile e quindi lo standard è parimenti stringente” ha spiegato Cerini.

Le prime certificazioni nel Distretto Veneto della Pelle

Nonostante le complessità, alcune aziende del Distretto Veneto della Pelle si sono già distinte per aver ottenuto questa certificazione. Due di queste realtà appartengono ai cosiddetti “Big Five” di Arzignano, a conferma della volontà del territorio di investire sull’eccellenza e sulla qualità dei processi chimici.

“In Italia abbiamo rilasciato 12 delle 128 certificazioni totali a livello globale”, ha dichiarato Cerini, sottolineando il ruolo centrale del nostro Paese anche in questo ambito.

Tracciabilità e sostenibilità: obiettivi concreti

La tracciabilità della filiera produttiva è un altro tema cruciale. Nel tessile, Centrocot promuove l’etichetta “Made in Green”, che consente di verificare l’origine e la sostenibilità del prodotto attraverso uno scanner digitale. Un modello che, seppur con difficoltà maggiori, potrebbe essere adottato anche nel settore della pelle.

Per Grazia Cerini, il futuro della filiera passa per la digitalizzazione dei processi e la trasparenza dei dati: “La capacità di garantire la tracciabilità della filiera attraverso il digitale diventa uno strumento per dichiarare la sostenibilità”.

L’intervento di Centrocot a Lineapelle evidenzia l’importanza di strumenti di certificazione rigorosi e trasparenti anche per il comparto conciario. L’impegno di alcune aziende del Distretto Veneto della Pelle dimostra che è possibile affrontare questa sfida, aprendosi a una cultura della sostenibilità concreta, verificabile e condivisa. Con il supporto di competenze trasversali, il settore può fare propri standard sempre più elevati, a beneficio dell’intera filiera moda.

Iscriviti al canale YouTube del Distretto Veneto della Pelle

https://www.youtube.com/@distrettovenetodellapelle

Condividi