Il ruolo di aggregatore sinergico del Distretto Veneto della Pelle, riconosciuto nel summit sindacale nazionale

“Quello di oggi è stato già definito un incontro storico e lo è veramente! Un incontro nel quale le tre sigle sindacali principali si trovano a riflettere assieme agli attori del mondo della concia su una serie di aspetti che sono determinanti per il futuro della nostra Vallata, per il futuro dell’economia e per il futuro del settore concia” ha esordito così il Sindaco di Chiampo, Matteo Macilotti, nel suo intervento di benvenuto agli ospiti da parte della Città, all’evento dello scorso Giovedì 7 luglio, intitolato “Il settore della concia tra: competenze, innovazione, sostenibilità, circolarità, politiche contrattuali” (clicca qui) , promosso ed organizzato da Filctem CGILFemca CISL e UILTEC UIL, che ha visto una partecipazione straordinaria di attori e rappresentanti del settore conciario nazionale, tra cui il Distretto Veneto della Pelle.

Ringraziando gli organizzatori per aver scelto Chiampo quale sede di un così importante evento, riconoscendone così la valenza nel panorama conciario italiano, Macilotti ha portato anche i saluti del sindaco di Arzignano ed ha ricordato come sostenibilità e circolarità, temi al centro dell’incontro stesso, siano “sfide che stanno impegnando le nostre amministrazioni principalmente e quotidianamente, tanto che, con il Distretto Veneto della Pelle e con gli attori del mondo della concia, stiamo cercando di costruire un nuovo ecosistema che possa assicurare a questo Distretto e a questa Vallata un futuro”.

Primo tra gli interventi alla tavola rotonda, ricco di spunti di riflessione, ripresi poi nei successivi discorsi della giornata, quello del neoeletto presidente della Sezione Concia di Confindustria Vicenza, Mirko Balsemin, che ha raccolto il plauso e il manifesto consenso da parte dei rappresentanti delle sigle sindacali presenti, che hanno salutato positivamente il suo mandato. “Il Sindacato è una controparte che non desidero immaginare contro, ma desidero immaginare parte” ha affermato Balsemin “Industria e sindacato sono due corpi intermedi e diversi che possono assicurare la dialettica generatrice del pensiero del buon governo. Possiamo sfidarci positivamente tra tutte le componenti sociali: imprenditori, lavoratori, sindacati e scuola per costruire insieme un’identità sociale forte e propositiva”. Entrato anche nel merito delle progettualità condivise con il Distretto Veneto della Pelle, Balsemin ha dichiarato “Il primo passo verso quella che immagino potrebbe essere la decisiva rivoluzione ambientale di questo territorio è il progetto Veneto Concia verso l’impatto ambientale zero”, un pensiero importante, moderno e ambizioso. Uno sforzo che ha visto protagonisti UTIAC, Confindustria e Distretto Veneto della Pelle che, dopo tre anni di lavoro e approfondimenti, stanno definendone ora l’operatività”.

E’ la prima volta che la concia si parla e si parla a livello nazionale” ha detto con soddisfazione Giuliano Ezzelini Storti, segretario generale presso Filctem CGIL Vicenza, tra i promotori ed organizzatori dell’incontro, che ha rivolto ai presenti l’appello per rendere questo “un tavolo permanente di confronto” inter-distrettuale e nazionale. Lucia Perina, segretario generale Uiltec Verona, ha parlato dell’importanza della formazione e della necessità di rendere appetibile e interessante lavorare nel settore della pelle. Pur ricordando invece come, negli anni passati, qualche fattore negativo abbia segnato il settore conciario, Alberto Selmo, segretario Femca Vicenza, ha evidenziato gli immensi sforzi ed impegni sul fronte dell’impatto ambientale e sociale fatti da questo Distretto, affermando in merito “è innegabile che nell’ultimo ventennio siano stati fatti passi da gigante dalle nostre aziende”.

Ospiti al tavolo anche i rappresentanti sindacali ed i referenti degli enti Toscani e Campani del settore, come l’Associazione Conciatori di Santa Croce, il Consorzio Conciatori Ponte a Egola e la Stazione Sperimentale Pelli, che hanno raccontato le loro realtà, dalla indiscutibile valenza storica, economica e sociale, condividendo con interesse di pubblico le loro esperienze

Fil rouge del dibattito, citato spesso dai diversi relatori, il progettoConcia verso l’impatto ambientale zero” del Distretto Veneto della Pelle, riconosciuto quale motore di aggregazione e creatore di sinergie che, come ha accennato lo stesso Ezzelini Storti, ha per certi versi stimolato anche la realizzazione dell’evento stesso, grazie al dialogo inclusivo aperto con le parti sociali e con quelle sindacali in primis. A presentarlo, per conto del Distretto, Nicola Muraro, coordinatore del progetto, chiamato ad intervenire da Piero Erle, giornalista del Giornale di Vicenza, moderatore della prima parte dei lavori, che nell’introdurlo si è espresso dicendo: “E’ un progetto complessissimo, si parla di innovazione, si parla di impatto zero, però credo che la cosa più conta è che siete la prova concreta di questo dialogo”.

Nicola Muraro, seduto proprio al centro del semicerchio dei relatori, si è espresso dicendo “ci siamo posti un’idea molto ambiziosa, un pensiero che va al di là della contingenza, un pensiero che guarda lontano, quella che si dice un’idea regolativa, sulla base innanzitutto di principi e valori”. Pur sottolineando come non si stia partendo “da zero”, grazie agli straordinari avanzamenti fatti delle industrie della filiera della pelle che, nel corso degli anni, hanno consentito di ridurre drasticamente l’impatto ambientale e di massimizzare il riutilizzo degli scarti, rendendoli sottoprodotti da cui recuperare proteine e sale, Muraro ha comunque evidenziato come serva “un cambio di paradigma” perché “ci siamo resi conto che, il salto in avanti da fare, necessario, è ben più ambizioso, anche perché nel frattempo sono cambiate le tecnologie ed è maturata anche la coscienza civile”

In merito ai massicci interventi necessari per concretizzare il progetto “Concia verso l’impatto ambientale zero” Muraro non ha mancato di sottolineare quanto si stia facendo, di concerto con la Regione, per negoziare con il Governo e riuscire a far stanziare gli ingenti finanziamenti necessari. “Questa grande trasformazione richiede un’organicità di interventi che contemplano componenti tecnologiche e impiantistiche importanti” ha continuato Nicola Muraro, riferendosi ad interventi strutturali e di efficientamento, come quello auspicato per il rifacimento dell’impianto fognario della Vallata del Chiampo, che contribuiscono in modo considerevole far salire la stima del fabbisogno economico totale, per la realizzazione di tutte le progettualità pensate.

Più incentrata invece sul quadro nazionale e contrattuale la seconda sessione della giornata, che ha visto tra i protagonisti i referenti delle segreterie nazionali delle sigle sindacali coinvolte, oltre che il presidente di Unionchimica ed il Vicepresidente di UNIC, Luca Boltri che, con il suo report sui “numeri” del comparto allo stato attuale, ha riportato la platea alle difficoltà che il settore sta vivendo in questo momento storico. Difficoltà con molteplici origini e cause, dovute in parte alle contrazioni del mercato ed all’incertezza prospettata dal quadro internazionale. Presente al tavolo di discussione anche il direttore generale dei rapporti di lavoro e delle relazioni industriali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Romolo De Camillis, che ha raccolto l’appello diretto di Sonia Paoloni, segretaria nazionale Filctem Cgil: “La concia merita più attenzione, è un settore che negli anni si è troppo spesso difeso da solo. È necessario oggi porre l’attenzione delle istituzioni e del Governo perché si sviluppino politiche dedicate al sistema della concia italiana.

Un “summit” innovativo quindi, che ha posto le basi per quel dialogo costruttivo e trasversale tra i 3 grandi distretti conciari italiani e le parti sindacali, che si auspica possa contrassegnare le relazioni e gli sviluppi del prossimo futuro.

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