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Lavorare la pelle: un servizio ambientale fondamentale

Il saggio di “Nothing To Hide”, progetto della rivista internazionale World Leather, attraverso i dati di LHCA, dimostra come non-lavorare la pelle sarebbe una pessima scelta non solo per ragioni economiche, ma soprattutto sociali e ambientali.

La pelle, sottoprodotto di un alimento il cui consumo è in crescita, se non venisse conciata diverrebbe un ulteriore rifiuto da smaltire

La domanda di carne e latte in tutto il mondo rimane alta ed è in crescita, soprattutto nelle economie in via di sviluppo. L’industria dell’allevamento è un settore importante per l’economia mondiale e la dimensione degli allevamenti di bovini, ovini e caprini nel mondo è maggiore di quanto immaginano molti consumatori.

Una conseguenza inevitabile è l’elevato volume di scarti e sottoprodotti derivati dalla lavorazione della carne, il cui smaltimento come rifiuto può essere evitato solo trovando opportune soluzioni di recupero. La FAO (Food and Agricolture Organization) ha calcolato che la domanda di carne e latte a livello globale porta alla generazione di 13,1 milioni di tonnellate annue di sottoprodotti, tra i quali le pelli.

Trovare quindi un utilizzo per la pelle, materiale scartato dall’industria della carne, è la vera risposta a questa esigenza ambientale. Recuperare e dare “nuova vita” a questo sottoprodotto, che altrimenti diverrebbe rifiuto da smaltire, è il modo migliore per affrontarla.

Senza l’industria della pelle, gli agricoltori, le aziende della carne e la società intera (comprese quelle in via di sviluppo) dovrebbero affrontare nuove improbabili sfide sul “cosa fare” delle pelli generate dai beni di consumo.

Lavorare la pelle significa abbattere la quantità di rifiuti

Più le pelli mancano di sbocco applicativo, più finiscono in discarica, danneggiando l’economia e creando un forte impatto ambientale.

I siti di smaltimento si saturano rapidamente e diventano sempre più difficili da gestire, tanto che molti governi, come quello tedesco ad esempio, stanno imponendo un forte aumento della tassazione sulle discariche arrivando a limitare il deferimento di taluni rifiuti solidi.

Il saggio di “Nothing To Hide” presenta lo studio condotto da LHCA (Leather and Hide Council of America) alla fine del 2020 allo scopo di verificare se le pelli non lavorate – e quindi “sprecate” – possono generare emissioni di gas serra più elevate rispetto a quelle emesse dalle concerie. Secondo quanto sostiene LHCA, attualmente il 55% della fornitura totale mondiale di pelli bovine entra nella catena del valore della pelle mentre il 45% va sprecata.

Il lavoro di LHCA suggerisce che la lavorazione delle pelli rappresenta un importante vantaggio ambientale.

Utilizzando dati di dominio pubblico, LHCA ha calcolato che una pelle bovina genera emissioni corrispondenti a circa 22,3 kg di CO2 equivalente se smaltita come rifiuto. Per contro, i rapporti di sostenibilità delle associazioni dell’industria conciaria mostrano che le emissioni generate da una concia ad alta efficienza – che converte la pelle grezza in cuoio finito – ammonterebbero solamente a 4,6 kg di CO2 equivalente per ogni pelle lavorata, un abbattimento di quasi l’80%. Un diminuzione impressionante dell’impatto ambientale.

L’industria conciaria al servizio del recupero che genera valore

Dati alla mano, nel prossimo futuro i rifiuti generati dai consumi alimentari dell’uomo sono destinati ad aumentare, rendendo sempre più essenziale il ruolo svolto dall’industria conciaria. L’articolo di “Nothing to Hide” conclude affermando che la conceria sta fornendo al mondo un servizio ambientale fondamentale, recuperando le pelli che l’industria della carne genera e salvandole dalla distruzione. Senza l’industria della pelle, il mondo dovrebbe trovare un nuovo modo per affrontare il problema dello smaltimento di questo sottoprodotto, che verrebbe definitivamente sprecato.

 

Leggi l’articolo originale su

http://www.nothing-to-hide.org/LeatherFacts

 

Trovi fonti e approfondimenti su questi temi su:

www.gov.uk/government/publications/rates-and-allowances-landfill tax/landfill-tax-rates-from-1-april-2013

www.fao.org/faostat/en/#data

leatherbiz.com/News/154046

leatherbiz.com/News/156747

www.scottishleathergroup.com/Sustainability/Carbon-Footprint.aspx 6. openknowledge.worldbank.org/handle/10986/30317

www.worldbank.org/en/news/press-release/2018/09/20/global-waste to-grow-by-70-percent-by-2050-unless-urgent-action-is-taken-world bank-report

 

Da questo link (https://www.usleather.org) puoi aggiornarti sulle attività di LHCA.

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